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News — Normativa

Il Governo Italiano ha esteso il Decreto Legislativo 231/01 ai reati ambientali.

Con il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121, in vigore dal 16 agosto, è stato introdotto un nuovo articolo (il 25–undecies, rubricato come “Reati ambientali”) nel D.Lgs 231/01. La nuova norma inserisce i reati contro l’ambiente fra quelli che fanno scattare la responsabilità amministrativa (le relative sanzioni) per le società e gli enti.

Il Decreto Legislativo 231/01 regola la responsabilità amministrativa delle organizzazioni che hanno beneficiato di determinati delitti (l’elenco è nella legge) commessi dai loro rappresentanti (amministratori, dirigenti o dipendenti).

Esso stabilisce il principio che a rispondere delle conseguenze dannose delle proprie azioni non è soltanto la persona fisica che le ha compiute (responsabile penalmente), ma anche l’ente collettivo cui la condotta è riconducibile. Quest’ultimo è colpito con provvedimenti di tipo pecuniario, interdittivo o ablatorio (confisca dell’illecito profitto).

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Ecoreati, da martedì scattano le super multe per chi smaltisce illegalmente i rifiuti

Era già incluso nel perimetro del D.Lgs 231 l’Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro (Art. 25–septies). Finora, però, erano esclusi i reati ambientali.

I nuovi reati amministrativi

Gli ecoreati inseriti nella legge comprendono:

  • Scarico di acque reflue contenenti sostanze pericolose senza o in violazione delle autorizzazioni, o superando i valori limite;
  • Raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione;
  • Realizzazione e gestione di discariche non autorizzate;
  • Attività non consentite di miscelazione di rifiuti;
  • Inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali o acque sotterranee senza effettuare le relative bonifiche;
  • Trasporto di rifiuti pericolosi senza idonea documentazione o con documentazione incompleta o inesatta;
  • Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti;
  • Gestione abusiva di rifiuti;
  • Violazione dei valori limite di emissione;
  • Produzione, consumo, importazione, esportazione, detenzione e commercializzazione di sostanze lesive dell’ozono.

La soluzione

Le aziende (comprese quelle straniere attive in Italia), se vogliono evitare possibili conseguenze sanzionatorie dovute al comportamento dei loro organi, devono dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare le condotte scorrette.

In pratica, devono implementare opportuni modelli organizzativi e di controllo, come i sistemi di gestione ambientale. Questi strumenti, previsti dalla Legge, se correttamente adottati hanno un’efficacia esimente della responsabilità dell’organizzazione.

Ecomag, che opera da più di 10 anni nel campo delle indagini e due diligence ambientali, è in grado di assistere i propri clienti (in primis i costruttori e gli sviluppatori) nell’individuare gli specifici profili di rischio e mettere in pratica i modelli organizzativi più adeguati per gestire gli aspetti ambientali.

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